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Cosa succede ora in Bielorussia

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Al momento l’intero Paese sta protestando. Le autorità hanno utilizzato una quantità senza precedenti di violenza contro manifestanti pacifici e innocenti passanti. Ci sono numerose segnalazioni di torture e detenzioni illegali. Ciò ha portato le masse a essere scontente del regime. I lavoratori si sono sollevati contro la brutalità della polizia e i brogli avvenuti durante le elezioni. Una cosa molto importante da notare è che in questo momento le proteste sono essenzialmente democratiche e non apertamente nazionaliste.

Le autorità stanno cercando di calmare i lavoratori e impedire che la situazione si avviti in una spirale fuori dal loro controllo. Tuttavia, domenica 16 agosto ci sono state imponenti manifestazioni nella capitale e in tutta la Bielorussia. Lunedì 17 diverse aziende hanno visto scioperi e cortei esterni. La situazione politica continua a essere incerta. Lukashenko ha dichiarato che se ne andrà senza combattere e l’opposizione non è unita.

Crediamo fermamente nelle richieste sia di una democratizzazione dell’intero sistema (e non semplicemente le dimissioni dell’attuale presidente) che del miglioramento del benessere dei lavoratori. I lavoratori hanno fermato il terrore della polizia e sta a loro organizzare e assicurare il futuro del Paese.

Dobbiamo spiegare molte cose che i nostri compagni all’estero ci chiedono spesso.

Le proteste sono spontanee proprio perché la vecchia opposizione politica aveva già perso gran parte del suo consenso molto prima delle elezioni e non ha una solida base tra le masse; il Quartier Generale Unito (della candidato Tsikhanovskaya) è stato, in senso figurato, decapitato dagli arresti del suo personale. Le proteste si stanno coordinando da sé sui social media, eppure c’è un’influenza strisciante dei canali liberali e nazionalisti che sono i principali divulgatori delle informazioni che le persone ricevono.

Ci viene chiesto dai nostri compagni stranieri di fornire una spiegazione sull’uso della bandiera bianco-rosso-bianca da parte dei manifestanti. In effetti, quella bandiera viene associata ai nazisti collaborazionisti e ai nazionalisti moderni. Tuttavia, in questo momento è vista dalle masse come simbolo di proteste generali. La bandiera è stata usata per lungo tempo dall’opposizione politica, e la gente la equipara al malcontento contro le autorità.

Molti compagni all’estero paragonano ciò che sta accadendo in Bielorussia all’Ucraina del 2014. Anche se siamo profondamente preoccupati per la possibilità di quel particolare esito, va detto che la Bielorussia non è l’Ucraina: non ci sono forti e ben organizzate bande di estrema destra. Non ci sono nemmeno gruppi oligarchici apertamente conflittuali. Il sistema economico, la storia e la cultura sono diversi. Non ci sono slogan pro-UE, né appelli alla discriminazione etnica. Vediamo bandiere rosse e bandiere dell’URSS in mezzo ai manifestanti. Pensiamo non sia in buona fede, equiparare le precedenti rivoluzioni colorate alla nostra situazione attuale, al contrario, chiediamo di analizzare esattamente ciò che sta accadendo in questo momento nel merito. Ancora, assicuriamo i nostri compagni che la gravità della situazione per i lavoratori e per la sinistra è ben compresa. Pochissimi liberali, escono già allo scoperto chiedendo, prevedibilmente, la decomunistizzazione. La situazione non è aiutata dal fatto che il farsesco Partito “comunista” della Bielorussia, che nemmeno una volta nella sua intera esistenza ha fatto qualcosa per i lavoratori, sostiene Lukashenko.

Il movimento dei lavoratori della Bielorussia è disorganizzato. Nel corso degli anni le autorità si sono assicurate di sopprimere i sindacati indipendenti e le proteste dei lavoratori. ZabastovkaBY (Sciopero Bielorussia, ndt), proprio come tutte le proteste, è stata organizzata spontaneamente negli ultimi giorni. Siamo un iniziativa volta a coordinare gli sforzi dei lavoratori, composta da singoli e attivisti di diversi gruppi di sinistra, che sono apparsi solo di recente e non hanno rapporti con i vecchi partiti. Le politiche neoliberiste del regime hanno portato a un aumento d’interesse per il marxismo e la teoria di classe tra le persone normali e la creazione di gruppi di studio. Sono state queste persone e gli attivisti tra i lavoratori che hanno creato il canale (su Telegram, ndt) e stanno aiutando a coordinare lo sforzo dei lavoratori. Chiediamo gentilmente ai nostri compagni di astenersi dal diffondere teorie del complotto e altre dicerie sulla CIA e sui fondi occidentali. I nostri attivisti stanno cercando disperatamente di aiutare i lavoratori a organizzare una forza veramente popolare in mezzo al caos e l’incertezza degli ultimi giorni, ed è scoraggiante sentir dire queste cose dai nostri compagni.

Accogliamo con favore le aspirazioni democratiche del popolo. Sosteniamo le richieste di democratizzazione del Paese, un processo per i responsabili del terrore e la liberazione dei detenuti. Dobbiamo anche sottolineare che non vediamo la situazione nel Paese come una semplice scelta tra Lukashenko o Tskikhanovskaya. Le politiche neoliberiste delle autorità e le crisi del 2020 hanno portato a un ampio malcontento tra le persone. Quindi, dobbiamo affermare che il corrente regime è, in effetti, autoritario, borghese e antidemocratico e che i vecchi partiti liberali e nazionalisti inneggiano come pappagalli alle riforme thatcheriane degli anni ’80: deregolamentazione, privatizzazione, mercificazione della sanità e dell’istruzione. Non vogliamo e non possiamo sostenere questo.

Per noi il momento attuale significa che il Paese ha bisogno di un forte movimento dei lavoratori che potrebbe condurre a riforme veramente democratiche. In questo momento i lavoratori sono disorganizzati, hanno poca o nessuna esperienza di lotta per i loro diritti o di scioperi e loro le richieste rispecchiano quelle delle proteste democratiche generali. Anche il movimento di sinistra è giovane e piccolo, la sua preoccupazione principale ora è rafforzare i suoi legami con i lavoratori e aiutarli a organizzarsi. Ci sono già sollecitazioni dai nostri compagni all’estero ad avanzare un programma popolare con le proposte di come vediamo esattamente le riforme politiche ed economiche nel Paese, la nostra strategia e la nostra tattica. Ci rendiamo conto dell’importanza di tali passaggi, tuttavia, è necessario tempo per valutare adeguatamente la situazione e preparare tale documento.

È estremamente difficile indovinare come andrà a finire l’intera situazione. Nonostante molti messaggi dai media liberali, gli scioperi attualmente sono ancora poco diffusi e i lavoratori sono lontani dall’essere certi di cosa fare dopo. La sinistra non ha alcun desiderio di essere utile idiota e aiutare gli esecutori di riforme neoliberiste disumane. Tuttavia, non possiamo stare a guardare cosa sta succedendo. Ora dobbiamo aiutare i lavoratori a organizzare comitati di sciopero e organismi indipendenti che proteggeranno i loro diritti e interessi.

Chiediamo a tutti i nostri compagni di mostrare solidarietà ai lavoratori bielorussi!
Apprezziamo il tuo sostegno e ti chiediamo di aiutare a diffondere le informazioni su ciò che sta realmente accadendo in Bielorussia!

ZabastovkaBY
@zabastabel – Telegram
@zbstBY_bot – feedback
http://zbstby.org​ – web-site

2 risposte su “Cosa succede ora in Bielorussia”

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